Judo per Bambini ed Adolescenti

 

Secondo molti pediatri inoltre Judo è particolarmente adatto per gli adolescenti anche da un punto di vista psico-pedagogico: i ragazzi timidi ed introversi, grazie al “contatto fisico” con il compagno trovano grande giovamento nella socializzazione, mentre i ragazzi più aggressivi e/o vivaci possono sfogare la loro energia nel contesto di regole precise da rispettare.


Il dover eseguire le tecniche sia a destra che a sinistra obbliga i giovani ad un lavoro muscolare simmetrico, che conduce ad uno sviluppo armonico ed equilibrato del proprio corpo favorendo una costante ricerca di equilibrio e di perfezione nei movimenti, sempre nel rispetto dell'avversario, che li abitua, insieme alle pause di riflessione e di studio, alla concentrazione ed all’autocontrollo.

 
 
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Perché Judo è adatto ai bambini

Come ben noto la pratica di uno sport rappresenta un momento molto importante nella crescita del bambino. Al giorno d’oggi, in particolare, nelle nostre caotiche città, lo sport, oggi più che mai, rappresenta un impegno significativo per favorire lo sviluppo armonico dell'organismo e della coordinazione motoria, con effetti benefici sulla circolazione del sangue, sulla respirazione, sullo sviluppo psicologico e sociale.


Tra le tante discipline sportive presenti Judo è indubbiamente una delle più adatte per l’ottimale sviluppo psicomotorio dei ragazzi in quanto è, tra gli sport, il più adatto allo sviluppo armonico poiché possiede un notevole repertorio di proiezioni e di tecniche, che possono essere eseguite   sia in piedi che a terra, che utilizzano il gioco coordinato delle braccia e delle gambe e dei movimenti del collo e del tronco; in questo modo è consentito al giovane di realizzare molto rapidamente la miglior coordinazione dei suoi movimenti istintivi e naturali.


Inoltre, l’essere oggetto della proiezione da parte del proprio compagno di palestra lo abitua a controllare l’assetto del proprio corpo nelle varie direzioni dello spazio. Le cadute sono un momento fondamentale delle lezioni per due motivi: insegnano a proteggere il proprio corpo ed il proprio cranio (e per questo possono essere di grande aiuto nella vita di ogni giorno (cadute accidentali, in bicicletta, in motorino) e sono una metafora della vita (possiamo “cadere” senza farci male ed impariamo a “rialzarci subito”!).


Come in molti altri campi, al fine di avere buoni risultati, è ovvio che la collaborazione dei genitori è molto importante. I bambini sono infatti spesso un po’ svogliati e stanchi a causa degli impegni scolastici e della vita caotica tipica ad esempio di una grande città come Milano; è proprio in questi casi che lo stimolo dei genitori diventa fondamentale. Anche il  nuotatore plurimedagliato alle recenti Olimpiadi che si sono svolte a Pechino, Michael Phelps, ha ammesso che a sei anni non ne voleva sapere di scendere in vasca perché gli dava fastidio l’acqua in faccia, eppure...





















Particolare attenzione viene pertanto data alla disciplina, Judo infatti, pur essendo divertente, richiede ordine e buona educazione nei confronti di se stessi e dell’avversario. I bambini quindi, pur avendo la possibilità di “sfogarsi” anche con momenti di gioco vero e proprio vengono educati ad essere ordinati.


Nelle foto qui sotto potete vedere come il Maestro Kurihara educhi un suo giovane allievo alla prima lezione a mettere in ordine le proprie ciabatte prima di iniziare il corso.