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ORARI

Lunedì - Venerdì: 16.30/21.00

Mercoledì chiuso

Letteralmente si trduce con ''via del guerriero'', ed il codice di condotta e un modo di vita adottato dai samurai, cioè la casta guerriera in Giappone

Bushido

Takero kurihara

Il maestro Takero Kurihara nasce a Kumamoto (Giappone) il 25 ottobre del 1941. e all'età di 7 anni nizia a praticare Judo. Nel 1955, a soli 14 anni diventa cintura nera 1° Dan e un paio di anni dopo ottiene il 2° Dan.


Nel 1960 accede alla facoltà di Economia di uno dei più importanti atenei del Giappone: l’Università Chuo di Tokyo. L'anno seguente ottiene il 3° Dan, nel 1963 vince il Campionato Universitario del Giappone e ottiene il 4° Dan.
In questi anni assume l’incarico di
assistente del maestro Kikuchi (8° Dan) presso l’Università Chuo.

Nel 1964 viene convocato al ritiro della Nazionale Giapponese in preparazione alle Olimpiadi di Tokyo, si laurea con il massimo dei voti in Economia. viene nominato 1° Assistente del Maestro Kotani (10° Dan, diretto allievo del fondatore Jigoro Kano) presso il Kodokan di Tokyo, e lo affinaca nell' insegnamento agli ufficiali della U.S. Air Force.


Nel settembre del 1964 anno viene ufficialmente inviato in Europa dal Kodokan di Tokyo per contribuire allo sviluppo di Judo nel mondo occidentale.

Il 17 settembre 1964 alle 11.00 di sera parte per l’Europa, a salutarlo all’Aeroporto Internazionale Haneda di Tokyo ci sono oltre 100 persone. Tra questi sono presenti il futuro Campione Olimpico (Tokyo 1964) e del Mondo (Rio del Janeiro 1965) Isao Okano, i Campioni del Giappone del 1962 M°. Yoshigaki e M°. Hasegawa, il M°. Sekine, Campione Olimpico nel 1972 a Monaco di Baviera, il futuro Direttore Tecnico della Nazionale Canadese M°. Hiroshi Nakamura ed il M°. Kimura, futuro Direttore Tecnico dell’importante Squadra della Polizia di Tokyo (Keishi-cho)...

Mentre tutte le persone lo stanno salutando, tra la folla cala un improvviso silenzio ed un successivo immediato saluto rivolto all’arrivo del suo anziano maestro Kotani che, aiutandosi ormai con un bastone da passeggio, viene a salutarlo prima della partenza.

Il Maestro

Il 18 settembre dello stesso anno arriva in Italia, ad accoglierlo all’aeroporto di Linate ci sarà un altro centinaio di persone. Tale è l’entusiasmo e la attesa del suo arrivo che gli atleti lo accompagnano direttamente in palestra al fine di visionare il suo metodo di allenamento e la sua tecnica. Tutto questo dopo un viaggio di oltre 23 ore da Tokyo a Milano. Appena arrivato, il Maestro disputa un incontro Ju-Nin-Gake (1 Judoka contro 10). In questa occasione erano stati selezionati 10 tra i migliori atleti europei.
Per ottenere la vittoria ha dovuto sconfiggere per Ippon (sconfitta prima del limite di tempo) tutti e 10 gli atleti... L’incontro più lungo duro’ comunque meno di 2 minuti.

Nel 1965 viene tesserato alla F.I.A.P. (Federazione Italiana Atletica Pesante) come insegnante tecnico. Mentre nell'anno successivo conduce lo stage nazionale per gli insegnanti di Judo della federazione italiana.


Da quest’anno inizierà ad insegnare Judo agli studenti dell’Istituto Leone XIII dei Padri Gesuiti di Milano e supervisiona gli allenamenti per le forze armate italiane (gruppi sportivi delle fiamme oro, fiamme gialle, carabinieri ed esercito).


In tale anno il Kodokan di Tokyo gli attribuisce il 5° Dan.
 

Nel 1970 fonda il Judo Club Kurihara a Milano  (società affiliata alla F.Il.P.J. e Centro C.O.N.I. di Avviamento allo Sport. A differenza di altre palestre il tatami (la materassina) è appoggiato su un sistema di pannelli rialzato da terra al fine di garantire una buona elasticità ed assorbimento dell’energia nelle cadute degli allievi.

Nel 1978, alla luce del grande incremento del Judo dovuta al contributo del maestro Kurihara sia in Italia che in Europa, il Kodokan di Tokyo decide, nell’agosto del 1978, di attribuirgli il 6° Dan, ovvero “Cintura Bianco-Rossa.

Il Maestro Kurihara in un incontro Ju-Nin-Gake appena arrivato in Italia

Nel 1997, su richiesta del Generale degli Alpini Marco Grasso (Cintura Nera 1° Dan), primo Comandante della “rinata” Scuola Militare dell’Esercito di Milano (Scuola Militare “Teulié”), che intuisce il potere di Judo come metodo di educazione alla vita, il Maestro Kurihara inizia ad insegnare Judo agli Allievi della Scuola Militare stessa.

Il 17 settembre 2002 il Kodokan di Tokyo decide di attribuire al maestro l’8° Dan, rendendolo così il Maestro con più alto grado in Europa ufficialmente riconosciuto dal Kodokan

INOLTRE...
Durante la sua carriera il Maestro Kurihara ha continuato a studiare Judo sia da un punto di vista storico, tecnico che culturale. Per tale motivo ha continuamente mantenuto i contatti con i più grandi esperti ed atleti di questa disciplina, tra cui il M° Daigo, il M° Mikami di Losanna e il M° Nakamura.

Con Anton Geesink, oro olimpico e primo europeo ad ottenere un titolo mondiale

Con il Maestro Daigo e il futuro campione Olimpico (Sidney 2000) e Mondiale (Birmingham 1999, Monaco di Baviera 2001 e Osaka 2003) Kosei Inoue.

Con alcuni ragazzi del JCK e il Maestro Nakamura, allenatore della nazionale Canadese e compagno di squadra e università del Maestro Kurihara.

 
 
 

Le origini del judo

Il vero nome del Judo, il cui inizio risale al 1882, è Nippon-Den-Kodokan-Judo. Ma prima la lotta giapponese aveva tanti nomi:

  • yawara;

  • taijustsu;

  • jujutsu;

  • koshinomawari.


Già nel 1712 sul foglio di informazione “Kojiki”, un anonimo scrittore raccontava di un incontro di lotta giapponese tra i due contendenti Nomino Sukune e Taimano Kehaya;  questo incontro viene considerato il punto di partenza delle lotte Sumo e Judo. Il primo rimase come spettacolo sportivo che veniva praticato alla presenza dell'Imperatore, il Judo invece venne usato per la guerra dai Samurai (guerrieri a servizio di un signore) che avevano necessità di usare anche il combattimento senza armi .

Incontro di Sumo

Antica rappresentazione di un samurai che utilizza tecniche di judo in battaglia

Già allora i samurai, per essere in grado di usare la lotta come "arte marziale", si allenavano per rendere il loro fisico più agile, veloce e flessibile. Per questo motivo nelJudo moderno è molto importante la preparazione fisica

Dal 1600 al 1860 in Giappone fu un periodo di pace, ma nonostante ciò, la disciplina dei samurai rimase e continuarono a studiareil Judo, non solo in prospettiva di un futuro da combattenti, ma per formare la loro personalità. Per questo motivo oggi è molto importante la pratica del judo da parte dei giovani, poiché si devono preparare ad affrontare ogni tipo di situazione non solo fisica, ma anche mentale e psicologica. Infatti nelle scuole giapponesi e nelle Accademie Militari è obbligatorio scegliere una tra le "arti marziali”, ovvero tra JUDO, SUMO o KENDO e il 75% degli studenti sceglie JUDO.

Jigoro Kano da bambino era piccolo e gracile ed era trattato male dai compagni di scuola, così all'età di 16 anni decise di frequentare una scuola di jujutsu dove poteva imparare le varie tecniche di lotta.

Finito il dominio della famiglia Tokugawa e con l'avvento dell'era Meji, le arti marziali andarono incontro ad una mancanza d'interesse poiché era arrivata la cultura occidentale e per Jigoro Kano fu difficile trovare una scuola di jujutsu, ma riuscì comunque ad entrare nelle scuole Tenjinshiyo-Ryu (basata sulle tecniche di Katame-waza, ovvero tecniche atte al controllo dell’avversario) e Kitio-Ryu (basata su tecniche di Nage-waza, ovvero tecniche per proiettare l’avversario).

Praticando jujutsu Jigoro Kano capì che lo studio di queste tecniche avrebbe potuto essere utile anche per l'educazione dei giovani ed iniziò a studiare pure le tecniche delle altre scuole, prendendo solo la parte che riteneva utile, di ogni scuola.

 

I suoi studi portarono alla codificazione delle varie tecniche basate su tre principi: 

  • attività sportiva;

  • educazione del corpo;

  • controllo psicologico


Per poter essere di aiuto ai giovani, nel 1882, nel centro di Tokyo, apre una scuola di judo: il KODOKAN.

La parola Judo è formata dai due kanji ed ha un significato sia etimologico che filosofico: JU (= tecnica) e DO (= via, sistema morale di vita); pertanto indica sia uno stile di combattimento sia la “via della cedevolezza”, intesa non come completo abbandono, ma come utilizzo intelligente della forza dell’avversario.

“Se vinci, non gloriarti della tua vittoria; se perdi, non lasciarti scoraggiare. Quando sei al sicuro non essere imprudente; quando sei in pericolo non avere paura. Continua semplicemente a percorrere la strada che hai davanti a te" - Cit. Jigoro Kano

Judo sportivo

Judo tuttavia non è solamente un sistema educativo, ma è anche sport. Circa 199 Paesi praticano Judo sotto le direttive della Federazione Internazionale IJF, il cui regolamento riconosce solamente il Judo codificato dal Maestro Jigoro Kano.

Con la sua introduzione alle
Olimpiadi di Tokyo nel 1964 si è diffuso rapidamente ed è attualmente praticato nel mondo da milioni di persone. La diffusione di Judo nel mondo è seconda unicamente al calcio.

Con le Olimpiadi di Barcellona nel 1992 Judo Femminile è stato ufficialmente introdotto come disciplina olimpica.

Originariamente nel Judo come sport non erano contemplate categorie di peso in quanto è proprio del principio di questa disciplina che i più piccoli ed esili possano, grazie alla tecnica, sconfiggere avversari più forti e più grandi.
Il Campionato Assoluto Nazionale e le gare per l’ottenimento della Cintura Nera 1° Dan in Giappone vengono pertanto ancora svolti senza categorie di peso.

Judo club kurihara

adulti e donne

Molte persone adulte sono attratte dalla pratica di Judo, ma rinunciano ad iscriversi in quanto ritengono che vi siano limiti di età ma... non vi è nulla di più errato!

Nel 1933 il M°. Mifune scriveva  sul Japan Times:
“non si è mai troppo giovani ne troppo anziani per iniziare a praticare Judo in quanto può essere studiato alle scuole elementari così come nella terza età.”. 

Ci sono diversi esempi di persone che hanno iniziato judo a 50, 60 ed anche a 70 anni!

Ne è un chiaro esempio il fondatore di Judo stesso il Professor Kano che, all’età di 78 anni, continuava a studiare diverse tecniche.

E’ infatti insito nel principio stesso di Judo il “non opporre forza alla forza”; inoltre durante la lezione buona parte del tempo è dedicata ad esercizi di ginnastica e stretching.

Moltissime sono le donne e le ragazze che praticano Judo, molte si iscrivono in palestra solamente per fare un po’ di attività fisica divertendosi in compagnia di altre persone, è tuttavia ovvio che molte invece si iscrivono per imparare a difendersi. 

Imparare a proiettare a terra o immobilizzare persone fisicamente più forti può essere di grande soddisfazione per le allieve che in questo modo possono sentirsi più sicure di se stesse.

Durante le lezioni vengono insegnate spesso anche diverse tecniche di difesa personale rivolte in particolar modo proprio alle donne.

In diverse occasioni alcune allieve del maestro Kurihara, che magari avevano smesso di praticare Judo da molti anni, si sono recate dal Maestro per ringraziare dei vecchi insegnamenti impartiti che hanno permesso loro di mettere in fuga un aggressore salvandole da situazioni spiacevoli.

 
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